MUTUI 100 - MUTUO 100
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Nella tabella si mettono a confronto le condizioni medie praticate dalle banche per erogare mutui tasso fissi e a tasso variabile rispetto a quelle in vigore un anno fa. La differenza tra un mutuo fisso e uno variabile sta nel criterio di determinazione della rata: nel primo caso si stabilisce un tasso all'inizio del contratto e quello vale per tutta la durata del mutuo. mutui 100. Ad esempio se un mutuo viene stipulato per 100 milioni al tasso al 7,15% mensile per 180 mesi si pagheranno sempre 907.235 lire. Nei mutui a tasso variabile invece l'importo della rata sale o scende ogni volta a secondo dell'andamento del parametro finanziario cui viene legato il mutuo. Oggi praticamente tutte le banche indicizzano i mutui all'andamento dell'Euribor, un tasso che indica il costo a cui gli istituti si prestano il denaro a breve termine. mutui 100. La rata viene calcolata sommando all'Euribor una maggiorazione (in termine tecnico si chiama "spread") che costituisce il guadagno della banca. Se ad esempio un mutuo è ancorato ad Euribor più l'1,5%, quando il parametro va al 5% la rata si calcola sulla base di interessi al 6,5%. mutui 100.
I tassi variabili sono di norma offerti a tasso minore rispetto ai fissi, e la ragione è molto semplice: non presentano rischi per le banche, mentre il tasso fisso potrebbe risultare per loro poco conveniente sul lungo periodo se si verificasse una ripresa dell'inflazione.
mutui 100.
La maggiorazione del tasso rispetto al variabile costituisce quindi una sorta di polizza assicurativa per la banca, che guadagna più all'inizio del mutuo per attutire i rischi derivanti dalla lunghezza del finanziamento.
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